Riforma del Terzo Settore: proroga da 18 a 24 mesi dei termini per adeguare gli statuti

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Giovedì 2 agosto 2018, alle ore 20.15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Conte ha approvato le “Disposizione integrative e correttive del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106»

assemblea-ordinariaE’ stato approvato un primo decreto correttivo del Codice del Terzo settore dopo le problematiche che erano già emerse in questa prima fase di applicazione della Riforma del Terzo Settore.

I punti cardini di questa integrazione e correzione del Decreto Legislativo 3 Luglio 2017, n. 117 sono la proroga da 18 a 24 mesi il termine per adeguare gli statuti degli enti al nuovo quadro normativo e si è resa operativa la collaborazione tra Stato e Regioni. (soprattutto in materia di utilizzazione del fondo di finanziamento di progetti e attività di interesse generale del Terzo settore).
E’ stato finalmente chiarito l’iter sulla contemporanea iscrizione al registro delle persone giuridiche e al registro unico nazionale. Sono state definite con maggior dettaglio il numero minimo di associati. Per la permanenza di una associazione di promozione sociale o di una organizzazione di volontariato passavano da un minimo di tre ad un minimo di sette.
Si è avviato un percorso di revisione normativa che era necessario, e che proseguirà con le associazioni per migliorare ancora le norme che regolano il Terzo settore.

Un’altra novità riguarda l’entrata di CSVnet nel Consiglio nazionale del Terzo settore (art. 59). Il numero dei componenti del Consiglio passa da 33 a 37, di cui 3 senza diritto di voto. Dovranno esprimersi con un parere obbligatorio ma non vincolante anche sulla definizione dei modelli di bilancio degli enti di Terzo settore.

Le reazioni da parte degli operatori di settore positive. Dal Forum del Terzo settore, attraverso Claudia Fiaschi, ha commentato: «Siamo contenti che sia stata accolta la nostra richiesta di approvare un primo decreto correttivo del Codice del Terzo settore dopo le problematiche che erano già emerse in questa prima fase di applicazione della Riforma».

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