Consultazione pubblica: l’EU alle prese con l’ora legale e/o l’ora solare…

pubblicato in: Cittadini3.0, Notizie | 0

E l’Italia? Ciascun Stato membro può decidere se optare per l’ora legale permanente o per l’ora solare permanente (o per un’altra ora). Il 16 Agosto è terminata la consultazione dell’UE in merito alle disposizioni relative all’ora legale. I cittadini europei, delle parti interessate e degli Stati membri hanno avuto modo di esprimere il proprio pensiero. Sono stati 4,6 milioni di cittadini che hanno risposto al questionario. Nelle prossime settimane l’UE sarà impegnata ad analizzare i dati e a pubblicarli.

ora legale

Precisazioni sull’ora legale e l’ora solare

Le lancette degli orologi vengono spostate due volte all’anno per adeguarsi ai cambiamenti stagionali nelle fasi luce-buio e sfruttare così la luce naturale disponibile in un dato arco di tempo.

La maggior parte degli Stati membri dell’UE ha una lunga tradizione di disposizioni relative all’ora legale, la maggior parte delle quali risalgono alla prima e alla seconda guerra mondiale o alla crisi petrolifera degli anni 1970. In origine le disposizioni relative all’ora legale erano finalizzate principalmente al risparmio energetico. Vi erano comunque anche altri fattori, come la sicurezza stradale, l’aumento delle ore di luce da destinare ad attività di svago serali o semplicemente l’allineamento di pratiche nazionali a quelle dei paesi limitrofi e dei principali partner commerciali, tutto secondo la vigente  direttiva 2000/84/CE .

Non bisogna poi dimenticare che la disponibilità di luce varia a seconda della localizzazione geografica degli Stati membri dell’UE. Negli Stati membri settentrionali vi sono infatti sbalzi stagionali relativamente ampi riguardo alla quantità di luce a disposizione nel corso dell’anno, con inverni scuri caratterizzati da scarsa luce diurna ed estati luminose caratterizzate da notti brevi. Negli Stati membri più meridionali la distribuzione della luce tra giorno e notte vede invece scarsi cambiamenti durante l’anno (cfr. calendario solare negli Stati membri dell’UE).

I dati di oggi

Nel corso degli anni sono stati svolti alcuni studi per valutare le disposizioni relative all’ora legale. Ecco alcuni tra i dati emersi:

Mercato interno

Ad oggi vi sono elementi certi solo riguardo a un punto: consentire modifiche di orario non coordinate tra Stati membri nuocerebbe al mercato interno, causando costi più elevati per il commercio transfrontaliero, disagi nel settore dei trasporti, delle comunicazioni e degli spostamenti personali e un calo di produttività nel mercato interno per i beni e i servizi.

Energia

Dalle ricerche emerge che i risparmi energetici complessivi dovuti all’ora legale, pur essendo stati una delle principali motivazioni per il regime attuale, sono marginali. Inoltre, i risultati tendono a variare a seconda di fattori quali la collocazione geografica.

Salute

Si stima che le disposizioni relative all’ora legale abbiano effetti positivi giacché permettono di fare più attività ricreative all’aperto. D’altro canto, le conclusioni di alcune ricerche cronobiologiche suggeriscono che le ripercussioni a livello del bioritmo umano siano più pesanti di quanto si ritenesse in precedenza. Non vi sono comunque elementi di prova sufficienti per valutare gli effetti globali sulla salute (saldo tra presunti effetti positivi e presunti effetti negativi).

Sicurezza stradale 

Per quanto riguarda l’eventuale correlazione tra disposizioni relative all’ora legale ed incidenti stradali, gli elementi di prova sono insufficienti. In linea di principio, il deficit di sonno causato dallo spostamento in avanti dell’orologio in primavera potrebbe aumentare il rischio di incidenti. Ma al contempo si ritiene che il prolungamento serale delle ore di luce abbia effetti positivi sulla sicurezza stradale. In linea generale è comunque difficile tracciare un collegamento diretto tra l’ora legale e il numero di incidenti, senza tenere conto di altri fattori.

Agricoltura

Le originarie preoccupazioni circa cambiamenti nei bioritmi degli animali e modifiche degli orari di mungitura provocate dal cambio orario sembrano ormai in gran parte dissipate, grazie all’introduzione di nuove apparecchiature, dell’illuminazione artificiale e di tecnologie automatizzate. Un’ora di luce diurna supplementare durante l’estate può peraltro rappresentare anche un vantaggio, consentendo il prolungamento dell’orario di lavoro per le attività all’aperto, come i lavori nei campi e il raccolto.

La Commissione riceve regolarmente feedback dai cittadini sul tema dell’ora legale, spesso con riferimenti alla percezione soggettiva di impatti negativi sulla salute dovuti al brusco cambiamento di orario (privazione del sonno e altre conseguenze negative). Ma altri cittadini chiedono il mantenimento del sistema in vigore, ritenendo che abbia effetti positivi.

Alcuni Stati membri hanno recentemente scritto alla Commissione in merito alla questione dell’ora legale. In particolare, la Finlandia chiede l’abolizione del cambio di orario semestrale e la Lituania invoca una revisione del sistema in vigore, per tenere conto delle differenze regionali e geografiche.

Nel febbraio 2018 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione in cui invita la Commissione a condurre una valutazione approfondita della direttiva e, se necessario, a presentare una proposta per la sua revisione. Al contempo la risoluzione ribadisce che “è fondamentale mantenere un regime orario uniforme a livello dell’UE anche una volta interrotto il cambiamento semestrale dell’ora”.

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