Saonara e l’investimento più strano del mondo

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(prima parte)

Sentenza del Tar a Saonara

Il Comune di Saonara, con un intervento “coraggioso” in questi anni di gravi difficoltà economiche, ha deciso di spendere 1.200.000 euro per l’ampliamento della sede comunale, cioè il Municipio. In verità il passo è doppio perchè il bando di gara è stato completato con un secondo intervento di maggiore importo (1.400.000 euro), ma qui le cifre non sono del tutto precise, per la riqualificazione della parte esistente.
Insomma si tratta di un intervento del valore di più di 2,5 milioni di euro. Forse il più importante investimento comunale, almeno a mia memoria.

Nella seduta del Consiglio Comunale dello scorso 2 luglio 2020, tutte le minoranze consiliari compatte (Cinque Stelle, Forza Italia e Lega) hanno chiesto con una mozione lo stop a questo progetto faraonico e il suo definitivo accantonamento. L’eventuale ripensamento della nostra Amministrazione è stato reso possibile dal fatto che l’esito della gara di appalto è stata sospesa dal TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) che ha ritenuto fondato un ricorso presentato dal primo escluso. Il giudice, in via
preliminare ha ritenuto fondato il ricorso ed ha sospeso la assegnazione. La sentenza definitiva è prevista per i primi di novembre. Quindi vi è qualche mese per tornare sulla decisione.

Quali le ragioni della richiesta di un ripensamento da parte di tutte le forze politiche che insieme rappresentano sicuramente più del 50%, e quindi la maggioranza, degli elettori? Fondamentalmente tre. La prima è che l’opera appare del tutto inutile, e comunque non necessaria, in vista di un potenziamento e di una riorganizzazione moderna dei servizi comunali. Negli ultimi venti anni i dipendenti comunali sono scesi da 40 a 30 ed il trend sembra destinato continuare. La rivoluzione informatica sta riducendo anche il personale della Pubblica Amministrazione. Non appare allora molto razionale ampliare la sede fisica quando il personale si riduce. Poi l’espansione demografica del nostro comune si è ormai arrestata da molti anni e quindi non c’è la necessità di ampliare i servizi offerti ai cittadini. A meno che l’ampliamento non serva per ammodernare l’ufficio del sindaco e ad offrire una stanza di lavoro a tutti gli assessori. Allora si tratterebbe di un intervento motivato non per dare condizioni di lavoro migliori ai dipendenti comunali, come W.S. ha dichiarato in Consiglio con toni melodrammatici, ma per accontentare piccole ambizioni personali. Nulla di male, s’intende, ma tutto ha un costo; in questo caso spropositato.

In secondo luogo, non si capisce come mai le opere di adeguamento e miglioramento dell’esistente siano state relegate ad un secondo, futuro stralcio.
Logicamente la scelta andrebbe invertita: in genere prima si risistema l’esistente e dopo si provvede ad un eventuale ampliamento. Ma a Saonara le cose vanno da qualche anno secondo degli schemi molto particolari, legati agli umori di W.S.. Anche la parte economica del secondo stralcio è molto sospetta. L’assessore al bilancio ha chiarito che per il secondo stralcio l’Amministrazione spenderà solo 36.000 euro, provenendo gli altri soldi dalla Regione (600.000) e da altre fonti. Proprio così. Se fosse vero si tratterebbe di un colpo geniale: il Comune ottiene un’opera che supera il milione di euro di spesa ma ci mette solo una cifra ridicola. Se non conoscessi la competenza dell’assessore al bilancio direi che si tratta di un progetto-burla, manifestamente impossibile da realizzare. Vedremo se questi soldi arriveranno dai generosi finanziatori immaginati (intanto si paga il progetto ed il progettista). In realtà, nessuno crede a
questo secondo stralcio, e l’assessore al bilancio lo ha confermato implicitamente nel suo breve intervento, che è stato messo lì per creare un po’ di confusione.

Il terzo luogo, c’è da chiedersi se la somma spesa per l’ampliamento potesse essere utilizzata diversamente. La risposta è sì. Non credo che i cittadini di Saonara, se interpellati, avrebbero segnalato l’ampliamento del Comune come priorità assoluta. Le necessità dei nostri cittadini sono tante (dallo sport, al sociale, alla cultura) e sicuramente vengono prima, nel senso comune della gente, dell’ampliamento della casa del Sindaco. Ma W.S., come tutti sanno ormai, non è certo un campione di democrazia,
e nemmeno ama cambiare idea. E’ abituato a decidere da solo, o con pochi intimi, e ha seguito caparbiamente le sue personali convinzioni (sbagliate in questo caso). E allora avanti con un progetto di investimento abbastanza illogico che speriamo sia demolito dal TAR nell’interesse di tutti, della razionalità e della buona amministrazione.

Saonara 08 Luglio 2020
Prof. Mario Pomini
Ex – consigliere comunale – Saonara

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