Il TAR e i segreti dell’Amministrazione Stefan

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Il TAR e i segreti dell’Amministrazione Stefan
Il TAR e i segreti dell’Amministrazione Stefan

Un amico ottuagenario, M.S. che ringrazio, mi ha passato la recente sentenza che ha bocciato definitivamente l’affidamento dei lavori dell’ampliamento del Comune. Mi ha chiesto di fare anche un breve riassunto con un commento. Dopo l’interessante lettura era mia intenzione allegare su questo blog l’intera sentenza, ma non lo posso fare perché si legge alla fine del testo che per “la tutela degli interessi e della dignità della parte interessata” (Comune e ditta che ha perso) si richiede in “caso di diffusione di omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati”. Insomma, il cittadino di Saonara non ha il diritto di sapere qual è la ditta, appoggiata in pieno dalla Amministrazione, che si è fatta bocciare così malamente il progetto. Anche Saonara ha i suoi segreti. 

Prima di riassumere e commentare la sentenza, vorrei però ringraziare i 20 lettori che hanno risposto all’invito di mandare un post all’indirizzo noalnuovomunicipiodisaonara@gmail.com per far sentire la loro voce. Sembra un piccolo numero ma non lo è visto il clima soffocante che si è creato in questi anni. Invito anche altri ad aderire a questa piccola iniziativa apolitica, apolemica e apartitica.

Venendo alla sentenza, la prima cosa che ho notato è che il ricorso è stato sostenuto direttamente anche dal Sindaco che ha dato l’incarico ad un legale (omissis) di fare opposizione alla bocciatura. Quindi Stefan, e con lui l’Ufficio Tecnico Comunale, non possono sostenere di non sapere. Il sindaco è pienamente coinvolto nel disastro amministrativo: due sentenze, due totali sconfitte. Spese legali ingiustificate per il Comune di 20.000 euro? Forse di più.

Il TAR ha bocciato il progetto accogliendo due delle tante motivazioni avanzate dai ricorrenti. Una formale e una più sostanziale. Sul piano squisitamente giuridico il TAR ha dato ragione alla ditta ricorrente osservando come il confronto tra le due proposte progettuali sia stato fatto in maniera molto carente per cui, citazione,” in tal modo l’attribuzione dei punteggi si connota di elementi di arbitrarietà e diviene inintelligibile”. Cioè neanche i giudici amministrativi sono riusciti a capire le modalità del confronto tra i due progetti. Da qui la bocciatura. Ma come ha lavorato la Commissione della stazione appaltante? Colpa della burocrazia come dice il sindaco? Non pare.

Ci interessa di più la motivazione sostanziale. Il ricorrente ha contestato la congruità dell’offerta economica della ditta vincitrice. A suo dire, non c’era il piccolissimo utile dichiarato di 2.243 euro (0,2 % del costo del progetto), ma invece una consistente perdita pari al 3,5%. I giudici del TAR hanno accolto questa tesi in maniera piena. Con le parole della sentenza:” Infatti come dedotto in modo puntuale dalla ditta ricorrente da pagina 16 a 23 del ricorso, dalle giustificazioni presentate dall’aggiudicataria emergono degli elementi di contraddittorietà che non hanno ricevuto una adeguata replica da parte della contro interessata e delle Amministrazioni resistenti. In base ai dati economici, effettivamente si evidenzia una perdita e non un’utile dall’esecuzione dell’appalto”. 

Ciò vuol dire che la ditta che ha perso il ricorso ha fatto male (per distrazione magari) i conti economici dichiarando un utile che non c’era, e su questa base si è aggiudicata in maniera illegittima l’appalto. Ma i giudici vanno avanti: “e risulta che l’Amministrazione ha recepito acriticamente le conclusioni alle quali giungono le giustificazioni senza svolgere il necessario vaglio critico dei dati rappresentati ed ha infine ritenuto erroneamente sostenibile l’offerta.” Quindi anche il Comune di Saonara e l’Ufficio tecnico prendono una sonora batosta perché non hanno svolto i doverosi controlli e non si sono accorti che la proposta era fin dall’origine da scartare (anche loro distratti?). E qui mi fermo, lasciando andare la fantasia del lettore.

In sostanza, è difficile pensare ad una azione amministrativa più carente, superficiale e disinvolta. Il TAR con la sua perentoria bocciatura ha scoperchiato la pentola. Almeno quando si spendono 1.2 milioni di euro bisognerebbe stare più attenti! Suggerisco al nostro sindaco coraggioso di ricorrere di nuovo al Consiglio di Stato per far annullare questa sentenza del TAR, così da perdere definitivamente la faccia sul piano amministrativo. Invece invito gli assessori e i consiglieri di maggioranza che so essere, almeno alcuni, in buona fede di prendere subito le distanze da questo sindaco perché i guai giudiziari sono appena cominciati. Non credo infatti che la ditta vincitrice del ricorso rinuncerà facilmente all’appalto e comincerà a chiedere i danni, anche al Comune. Meditiamo, gente, meditiamo!

Saonara, 23/01/2021
Prof. Mario Pomini


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