Amministrazione: Sasso trato e parola dita no torna più indrìo

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La sentenza del TAR, una partita finita male…

AmministrazioneSe fosse una partita di calcio, il risultato sarebbe un secco 4-0 a sfavore del Sindaco Stefan e della sua Amministrazione: 2-0 nel primo tempo e un altro 2-0 nel secondo tempo. Un totale disastro. Si tratta invece delle sentenze pronunciate dalla giustizia amministrativa (Tribunale Amministrativo Regionale e Consiglio di Stato) che hanno visto una secca sconfitta della nostra Amministrazione. Le prime due cause sono state perse nei confronti dell’Ente Moscon, che a causa delle spese legali sostenute ha visto il bilancio andare in rosso per la prima volta. Le altre due cause perse sono quelle più recenti che riguardano la mancata applicazione della legge sulla parità di genere (legge Delrio dell’aprile 2014). Sulle questioni dell’Ente Moscon bisognerà ritornare con un altro intervento, qui invece mi interessa fare alcune riflessioni sulla sentenza che ha condannato il Comune perché la composizione della Giunta era contraria alla legge.

La sentenza di condanna del TAR è stata molto pesante per il Comune che ha fatto veramente una figuraccia. In primo luogo, perché il giudice ha dimezzato la Giunta, mandando a casa tre assessori su sei, cosa mai vista. Per un anno la Giunta ha deliberato in composizione illegittima, con tutti i rischi del caso. In secondo luogo perché, fatto abbastanza insolito, il Comune è stato condannato anche a pagare le spese processuali. Il TAR ha ritenuto che la questione fosse del tutto infondata e dunque ha condannato la parte soccombente a rifondere tutte le spese processuali.

Eppure il testo della legge da applicare (e anche della sentenza) era semplice e bastava una calcolatrice per risparmiare alle casse comunali 15.000 euro. Il TAR ha ricordato al Sindaco che la legge stabilisce che il numero degli assessori comunali deve essere pari a 1/3 di quello dei consiglieri comunali. Nel nostro caso il calcolo è facile, 11/3, che dà come risultato 3,6 che viene arrotondato a 4. Allora perché il Sindaco ha nominato sei assessori sapendo che il numero massimo era di quatto, e dunque di essere palesemente fuori della legge? Misteri della politica saonarese! Lo stesso dicasi per la legge sulla parità di genere. La norma valida dal 2014, ha ricordato il TAR, vuole che ognuno dei due sessi in una Giunta Comunale sia rappresentato almeno per il 40%. Poiché la Giunta di Saonara è formata da 5 persone, almeno due devono essere di sesso maschile o femminile. Con la nuova nomina di Daniele Roberto questo limite non è stato rispettato (4 uomini e una donna). Da qui la seconda secca condanna del Tribunale Amministrativo. Per evitare questo ennesimo disastro giuridico ed economico bastava che il Sindaco, oppure il Segretario Comunale, oppure il Vice-segretario facessero dei semplici calcoli aritmetici. Evidentemente qualcuno pensava che i calcoli della politica potessero essere più forti della matematica. Per fortuna così non è, ed anche a Saonara è tornato a splendere il sole (pallido) della legalità.

Intervenendo in Consiglio Comunale il Sindaco Stefan non ha fatto ammenda, e meno che mai ha chiesto scusa alla cittadinanza per la sua azione incauta. Anzi si è orgogliosamente difeso portando avanti tre punti che conviene considerare. Il primo è la sua posizione qualunquista. Stefan ha citato a sua difesa un’inchiesta giornalistica secondo la quale molti Comuni non hanno applicato la legge sulla parità di genere. Così fan tutti, ha detto, e dunque anche noi non abbiamo colpa. Non credo che questo atteggiamento possa essere considerato un buon esempio da parte di un Sindaco, nascondersi dietro le inadempienze altrui. In secondo luogo, ha sostenuto che la legge ha creato dei problemi perché retroattiva, o avente effetti similari. Questo elemento è del tutto inesatto ed è stato demolito dal TAR. Infine il Sindaco ha criticato la sostanza della legge, affermando che queste discriminazioni positive a favore di uno dei due sessi creano delle distorsioni penalizzanti. Perché, in fondo, imporre questo criterio basato sull’elemento di genere e non considerare la qualità delle persone indipendentemente dal fatto che siano uomini o donne? Quest’opinione è del tutto condivisibile ed anzi ovvia, ma trascura un aspetto importante. Dopo decenni d’intenso impegno, a nessuno può sfuggire che anche oggi in Italia nel campo della politica, come pure in molti altri, siamo ben lontani da una effettiva parità dei sessi. La legge Delrio, come molte iniziative analoghe, cerca di eliminare questa distorsione creando dei percorsi agevolati. Si può essere d’accordo su questo punto oppure no; tuttavia è francamente ridicolo che siano proprio gli esponenti di un vecchio ceto politico fallimentare, per non perdere un briciolo del loro potere, a chiamare in causa principi sacrosanti come quelli del merito o delle capacità individuali. Principi che non hanno mai considerato e quasi sempre calpestato.

Staremo a vedere, ora, il finale della vicenda. Tutti i Sindaci condannati dal TAR sul mancato rispetto della parità di genere hanno proceduto celermente alla nomina di un assessore di sesso femminile. Mi auguro, come cittadino, che anche il Sindaco di Saonara segua questo esempio, ma dalle dichiarazioni non ne sarei molto sicuro. Ci saranno altre gustose invenzioni giuridiche all’orizzonte che porteranno altri soldi agli avvocati, altre condanne al Comune e altre figuracce all’Amministrazione? Speriamo di no ma staremo a vedere, e soprattutto a vigilare.

Mario Pomini

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3 Responses

  1. ANDREA DIAN
    | Rispondi

    Caro Roberto, hai fatto per molti anni l’amministratore di Saonara, chi dice bene che dice male. Complessivamente, per quello che ti conosco io penso che tutto sommato possa essere considerata la tua esperienza positiva. Tuttavia ti devo anche dire che ultimamente stai buttando via la tua credibilità costruita negli anni. Sai benissimo che quello che hai fatto e quello che ti accingi a fare non ti fa onore. Si dice che ti stai facendo fare un bando inutile per la scelta di un assessore donna, far dire a Stefan che nessuna donna è idonea per poi arrivare a scegliere ancora Te. Un bando, come si legge dai giornali, fatto per scegliere una donna esperta sul bilancio. Ma allora cercate un assessore tecnico. Mi aspetto che nominiate una commissione tecnica di esperti. Dubito che un sindaco con la terza media possa essere in grado di scegliere un assessore mediante una valutazione tecnica. Capirei se il sindaco scegliesse in generale una donna, mediante una valutazione politica. Ma allora cosa serve un bando, non è meglio che faccia direttamente la nomina? Certo che per le due assessore donna precedentemente nominate e annullate dal TAR (Maso-Bachini) deve essere un brutto colpo. Una umiliazione essere giudicate incapaci, non idonee ad essere nominate assessore.
    Caro Roberto, pensaci, non rovinare la tua immagine. Non buttare ancora soldi dei cittadini per fare 12 mesi di assessore. Se poi come dici che avete deciso di sostituire Stefan con Toninato cosa serve tutto questo?.

  2. […] A seguito della recente sentenza del Tar (vedi ultimo post) che annullava tre nomine assessorili, e’ iniziata una indagine per selezionare un nuovo […]

  3. […] È la seconda volta che l’ormai ex-assessore esce di scena sotto l’Amministrazione Stefan, la prima in maniera piuttosto movimentata. Questa volta pare che sia per una motivazione nobile: lasciare spazio ad una giovane consigliera […]

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